Pizzul: “Maglia verde insensata! Seguo con piacere l’amico Ancelotti e il Napoli”

Lo storico telecronista commenta l'ultima uscita della Nazionale e parla di Ancelotti

 
Napoli

LUNEDÌ 14 OTTOBRE 2019 ORE 15:10

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Bruno Pizzul, ex telecronista Rai.

Queste le sue parole: “Mi manca non aver potuto dire ‘campioni del mondo’. Il mio primo Mondiale è stato nel 1970 in Messico, ma al seguito della Nazionale è stato nel 1986. Fortunatamente mi sono rifatto con i successi delle squadre italiane, ma non mi ha tolto il sonno raccontare la vittoria di un Mondiale. Sono rimasto realmente male quando siamo stati eliminati a Italia 90, perché quella squadra doveva vincere il Mondiale: eravamo i più forti. Nel 1994 è stato duro commentare, perché i rigori furono sbagliati dai due calciatori più forti, Baresi e Baggio. La maglia verde? Mamma mia… Non mi piace, non mi ha per nulla convinto nemmeno per le motivazioni che sono state date. Oltretutto non è un verde nemmeno acceso, magari fosse stato squillante invece è amorfo.


Ho sempre seguito il Napoli con simpatia, da ragazzino ero tifoso del Torino poi pian piano ho seguito molto le sorti degli amici che sono in giro. Ad esempio adesso seguo con piacere Carlo Ancelotti. Qualche volte la sua spontaneità lo rende incauto in certe affermazioni, mentre altri allenatori magari sono diventati comunicatori attentissimi. È un compagnone, un tipo allegro. Carletto quando lo metti a tavola è implacabile, ora per esigenze legate all’età devo stare attento e mia moglie mi tiene d’occhio.

Nel 1986 la Nazionale doveva essere sempre di Martellini, ma poi mi dissero che l’avrei fatta io perché lui non stette bene. Così durante un tragitto ci perdemmo sulle montagne per raggiungere la città e quando si è sposato mio figlio beccò la stessa guida che presi io all’epoca. Italia vincente agli Europei? Direi di sì col cuore, ma anche per scaramanzia non lo dico. Abbiamo una covata di giovani promettenti, in prospettiva ci dovrebbero consentire di recuperare un minimo di dignità”.